|
“Dovremmo tenercelo stretto.”
Alessandro Besselva Averame (IlMucchio)
“La voce di Grillo si staglia su orchestrazioni complesse e umbratili come sospesa in bilico tra Jeff Buckley e De Andrè”
Simone Bardazzi (Rockerilla)
“Vocalità flautata, arrangiamenti ricchi e solenni. Un’opera da prendere maledettamente sul serio.”
Enrico Veronese (Blow Up)
“Introspettivo. Oscuro. Maledetto. Onirico. Luccicante. grande erede della scena cantautorale nostrana senza tralasciare le nuove strade di songwriters contemporanei.”
Vladimirio Vacca (Lost highways)
“Prevale la sua voce angelica che oscilla tra quella poetica e commuovente di Jeff Buckley e l’estensione vocale di Rufus Wainwright. Dategli tempo e vi entrerà di prepotenza nel cuore.”
Cristian Zaffaroni (Shiver)
“Elegante malinconia. Decadentismo lirico. simbolo di quest’epoca storica segnata dalla crisi dei valori e delle certezze.”
Marco Salvador (RockShok)
|